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Poesia »

[12 Gen 2010 | 1 commento | 604 visite]

Mamma,
sotto l’apparente esuberanza
abbracciavi la mia debolezza.
La luce del tuo sorriso
penetra l’intimo del cuore:
triste fu il giorno che il Cielo ti volle;
non ho più trovato chi sollecito e tenero
accoglie il capo che confessa tra le lacrime
gli ingenui pentimenti.
Il ricordo della voce tremante
che mi chiamava sul letto che ti accolse
soffoca i singhiozzi dello spirito infante.
Nel boudoir dell’intelletto
nuova esistenza si affaccia,
-prudenza…- bisbigli nel vento:
e mi ritrovo a prometterti
quanto non sono mai stata capace di mantenere.