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Futurismo e Aeropittura

1 marzo 2009 4.453 visite 1 commento

anna“Fu nel febbraio del 1910 che Boccioni, Russolo ed io ci incontrammo con Marinetti, che allora abitava in via Senato. Chi avrebbe mai potuto supporre che da quell’incontro sarebbero poi nate tante cose ? Nessuno di noi aveva la più lontana percezione di quello che sarebbe accaduto” . (Giacomo Balla)
Carlo Carrà, La mia vita, SE, Milano 1997, p. 81
Parigi, 20 febbraio 1909.  Sul giornale Le Figarò  Filippo Tommaso Martinetti pubblica il  manifesto programmatico con il quale fonda  il  Futurismo. In occasione del centenario della nascita di questo movimento la galleria Arte Centro di Milano presenta la mostra FUTURISMO E AEROPITTURA. Velocità e dinamismo dal Trentino alla Sicilia.
A poche settimane dalla conclusione dell’apprezzatissima rassegna su Giacomo Balla, la nuova mostra – aperta al pubblico con ingresso gratuito dal 19 febbraio al 16 maggio 2009 – si inserisce nell’ambito del vasto panorama celebrativo del Centenario, sottolineando il ruolo  di Arte Centro che, con oltre quarant’anni di attività, è considerata un luogo di ricerca culturale da intellettuali, artisti, studiosi e amatori d’arte.
Attraverso un’indagine della produzione pittorica che si è sviluppata nelle varie regioni d’Italia,  FUTURISMO E AEROPITTURA intende documentare la portata dirompente e la rilevanza nazionale di questo formidabile movimento di avanguardia.

Un’esposizione, dunque,  dedicata alla forza propulsiva delle idee e delle suggestioni futuriste la cui influenza, irradiandosi in tutto in tutto il nostro Paese, ha segnato  in modo indelebile il clima culturale e i linguaggi dell’arte – e non solo- del XX secolo. A rappresentare il Futurismo, declinato nelle diverse realtà regionali, confluiscono nella  mostra oltre 200 importanti capolavori – tra olii, tecniche miste, pastelli e disegni –  con la  presenza di  ben 48 autori.  Una  panoramica completa articolata lungo un arco temporale che si estende dai primi anni ’10 per arrivare alla fine degli anni ’30 del Novecento. Dalla esaltante stagione della sperimentazione, contrassegnata dal concetto di dinamismo e dal valore della modernità, si passa attraverso il culto della macchina e all’esigenza di ordine e rigore, per arrivare alla fase finale che vede la nascita  e lo sviluppo dell’Aeropittura. Nella mostra questa espressione artistica, nata all’interno dello scenario futurista negli anni Venti, è ampiamente documentata da una  carrellata completa di tutti gli aeropittori e da  una quarantina di opere. Dipinti e disegni rivelano i contenuti e i  linguaggi degli artisti che,  influenzati dallo sviluppo dell’aviazione in Italia, interpretano  l’entusiasmo per il volo, approfondiscono lo studio della prospettiva aerea  e danno vita a raffigurazioni di vedute spaziali
dinamiche e vorticose.
Oltre  alla presenza di un  nucleo di una ventina di autentici capolavori – che annovera fra l’altro opere come il Nudo simultaneo di Boccioni, il Canto patriottico di Balla, Squisito al selz Campari di Depero, il Paesaggio urbano con luci artificiali di Severini –  la  mostra ruota intorno ai molti artisti italiani che, avendo abbracciato  le istanze innovatrici dell’epoca, hanno dato vita a una produzione pittorica destinata a identificare le  diverse realtà locali e regionali. L’esposizione, come in un ideale itinerario  artistico che attraversa tutto il Paese, conduce alla conoscenza, ad esempio, delle  opere dei trentini Depero e Baldessari, a quelle del friulano Crali o del veneto Di Bosso, arrivando all’Emilia di Prampolini. Il percorso futurista prosegue in Umbria con Bruschetti e Dottori, passando per la Calabria di Boccioni, Benedetto e Marasco, per concludersi in Sicilia.

Il catalogo  della mostra contiene un saggio introduttivo di Massimo Donà, filosofo, scrittore e Professore Straordinario di Filosofia Teoretica Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che offre un’interessante interpretazione di questo movimento.
La mostra è curata da Flavio Lattuada della galleria Arte Centro.
FUTURISMO E AEROPITTURA
Velocità e dinamismo dal Trentino alla Sicilia
19 febbraio – 16 maggio 2009

INAUGURAZIONE: giovedì 19 febbraio 2008 alle ore 18.00

GALLERIA ARTE CENTRO
Via Dell’Annunciata, 31 Milano – Tel. 02.29000071
Orario: da martedì a sabato dalle 11.00-13.00 e dalle 16.00 – 19.30
Ingesso gratuito

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Un commento »

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    vittorio baccelli ha scritto:

    IL FUTURISMO COMPIE CENTO ANNI
    Il manifesto del futurismo fu presentato ufficialmente il 20 febbraio 1909
    IN TUTTO IL MONDO I MAILARTISTI RICORDANO L’EVENTO – ANCHE SU FACEBOOK 100 ANNI FI FUTURISMO

    Lucca – Cogliendo l’occasione che per il centenario del Futurismo, tutti i mailartisti del mondo si sono mobilitati per l’evento, alla “Cesare Viviani” si è affrontato ancora una volta, l’aspetto culturale della nostra prima avanguardia, creando un “Omaggio al Futurismo”. Il Futurismo è fondamentale come movimento nella storia delle avanguardie europee, da esso si dipartono quasi tutte le ricerche artistiche del XX secolo. Il movimento ebbe il merito di porre al centro della sensibilità artistica temi che si sarebbero poi imposti in tutte le forme della produzione culturale: la velocità, la guerra, la metropoli, l’individuo. L’esaltazione della modernità andava di pari passo con il rifiuto della vecchia idea di un’arte d’élite, relegata agli spazi dei musei e della cultura aulica, sostituendo al culto del passato, la necessità di esplorare il mondo del futuro.
    Probabilmente pochi sanno che il Manifesto di Fondazione del Futurismo, firmato da Filippo Tommaso Marinetti, fu pubblicato integralmente per la prima volta il 5 febbraio del 1909, sulla “Gazzetta dell’Emilia” e solo qualche giorno dopo il testo venne ripreso da altri quotidiani italiani, come “L’arena” di Verona e “Il Piccolo” di Trieste, fino al lancio mondiale su “Le Figaro” di Parigi il 20 febbraio, la data che è divenuta poi quella “ufficiale”. Marinetti fece di tutto per completare il documento entro la fine del 1908 per poterlo promuovere, con un evento mediatico mai visto, che oggi lo si chiamerebbe globale, all’inizio dell’anno nuovo. Ma il disastroso terremoto di Messina fece rinviare l’operazione, anche se il primo a pubblicare il testo fu comunque il giornale emiliano. Le ragioni di questa scelta avevano probabilmente un’intenzione provocatoria: Marinetti considerava, infatti, Bologna “la città più passatista d’Italia” e, da quel che si sa, all’apparizione del Manifesto, il capoluogo felsineo non si scompose più di tanto. Un’iniziativa inedita che si sarebbe potuta affrontare in Italia in questo centenario, poteva essere una mostra sul Futurismo e le donne, argomento trattato da Claudia Salaris in un volumetto di una quindicina di anni fa. Lo straordinario apporto al Futurismo di figure quali Benedetta Marinetti, moglie di Filippo Tommaso, grandissima pittrice e autrice del visionario romanzo “Astra e il sottomarino”, la leggendaria danzatrice Giannina Censi, l’autrice del “Manifesto della donna futurista” e del “Manifesto della lussuria” Valentine De Saint-Point, crediamo non sia ancora stato valutato pienamente. Le celebrazioni ufficiali programmate avranno dunque la funzione di far conoscere al maggior numero di persone ciò che gli studiosi e gli appassionati già sanno, e a giudicare dalla quantità e dalla qualità delle pubblicazioni e delle mostre in cantiere l’obiettivo lo si dovrebbe centrare.
    Da più parti invece si invoca la necessità di un dibattito sull’attualità del Futurismo o una sua possibile attualizzazione, sottintendendo che proprio questa dovrebbe essere la finalità della celebrazione del centenario. Ed è qui che la questione si fa più complicata . Il movimento futurista, tutti gli storici dell’arte ne convengono, è finito con la morte del suo fondatore nel ’44; e non solo per ineludibili motivi politici, tra questi il legame strettissimo di Marinetti con Mussolini, ma soprattutto perché Marinetti fu il mecenate, il trascinatore e l’organizzatore del Futurismo come movimento organico, nonché colui che amalgamava tra loro gli artisti delle varie discipline e indicava delle finalità comuni. Nel dopoguerra, infatti, la maggioranza di essi,Trampolini, Depero, Delle Site e tanti altri, continuò a lavorare, ma in proprio. Lucio Fontana, uno degli artisti più importanti degli anni sessanta, dichiarò esplicitamente la derivazione futurista del suo “Manifesto dello spazialismo”. Negli anni ottanta poi, sotto l’egida di Renato Barilli, fece la sua comparsa il “Nuovo Futurismo”, corrente artistica di scarsa durata che però lanciò l’oggi celebre Marco Lodola: la sua accattivante produzione seriale di light-boxes colorati lo imparenta però più alla Pop Art che al Futurismo. Ma anche l’influenza non dichiarata o involontaria del Futurismo sulle avanguardie coeve e su quelle a venire è ben documentata e rintracciabile. Ad esempio, un non-musicista come Brian Eno senza dubbio ha sempre operato con una mentalità “futurista”; e non solo perché ha scandagliato con un approccio sempre sperimentale e innovativo ogni territorio musicale, ma soprattutto perché è stato l’unico – e con esiti sublimi – a cimentarsi con la musica per astronauti, vedi l’album Apollo, edito dalla Virgin nell’1983. Ed è evidente il collegamento con l’aero pittura e l’aero poesia clarinettiste e, ne costituisce il naturale sviluppo.
    L’attualità del Futurismo consiste dunque nel concreto agire di ogni singolo artista che ne trae in qualche modo ispirazione. C’è chi ha sempre tenuto fede al motto futurista, quello sì sempre attuale, “ricordarsi sempre di sputare tutti i giorni sull’altare dell’arte”. C’è chi ne ha musicato due testi sacri: il Manifesto stesso, contenuto nel cd “Gerarchia ordine disciplina”, e il testamento marinettiano “Quarto d’ora di poesia della X Mas” – oltre a un’altra poesia, “Quota zero” del futurista triestino Bruno Sanzin.
    Se l’arte è innocua, non è arte post-contemporanea. Se l’arte è soltanto rappresentata e non vissuta, non è arte post-contemporanea. Se non modifica o ribalta la prospettiva delle idee date e delle certezze acquisite non è arte post-contemporanea.
    I mailartististi stanno celebrando in tutto il mondo i 100 anni del Manifesto Futurista, perché il Futurismo fu precursore della mail art, con Ivo Pannaggi che nel 1920 realizzò i famosi “Collaggi Postali”.

    Vittorio Baccelli

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