Tutte le strade portano a un incrocio

Lucrezia è una ex prostituta di pochi scrupoli che, grazie all’interessamento di un suo vecchio amante, diviene direttrice di un importante ateneo. Improvvisamente la donna prova un’insana passione, non contraccambiata, nei confronti di un innocente studente, Sasha. Il rifiuto del ragazzo porta la donna a compiere ogni sorta di nefandezze, con l’unico scopo di danneggiare personalmente e professionalmente il giovane. Come scrisse La Rochefoucauld, si può essere più furbi di un altro, ma non più furbi di tutti gli altri, e infatti il castello di menzogne costruito da Lucrezia alla fine crolla, e alla donna non resta altra via che riprendere il “vecchio mestiere”. Tutte le strade portano a un incrocio è un romanzo psicologicamente indagato, che pone in risalto un disturbo mentale, triste emblema della società attuale, che è l’ossessione. Un disturbo insistente e cosciente, un conflitto psichico che può determinare un’alterazione del comportamento; un’ossessione fobica e impulsiva per quanto riguarda Lucrezia, che compie azioni assolutamente dannose per sé ma soprattutto nei confronti di Sasha, che merita un riscatto. La scrittura si impone in virtù di una buona e personale struttura, capace di sollecitare sensazioni ed emozioni mediante un controllo stilistico preciso nell’osservanza degli scopi comunicativi che l’Autore persegue.

BIOGRAFIA

Roger Sarteur è nato ad Aosta nel 1973. Si è laureato in Lettere presso l’Università degli Studi di Torino con un curriculum linguistico realizzato insieme ad alcuni fra i più prestigiosi linguisti italiani fra cui Bice Mortara Garavelli, Carla Marello, Gian Luigi Beccaria e Giorgio Barberi Squarotti. Ha collaborato, informalmente, come autore, con la redazione di Mediaset per la realizzazione di alcune scenette del programma “Bim Bum Bam”.Recentemente ha partecipato alla stesura del libro “Tutto il mondo è paese” di Franco Neri. Dal 2000 insegna italiano e latino presso numerosi licei della Val d’Aosta.

EDITRICE NUOVI AUTORI
20123 Milano (MI) – v. Gaudenzio Ferrari, 14
[email protected]

 

 

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