L’università di Bari, pur essendo fra le maggiori d’Italia, non ha alle spalle una tradizione secolare: la sua inaugurazione ebbe luogo il 15 gennaio 1925, nella cornice del teatro Petruzzelli (incendiato da mano dolosa, oltre dieci anni fa, e non ancora restituito al suo pubblico). Ma, prima di allora, quali erano i luoghi di espressione della cultura? Dove si formava la classe dirigente pugliese? E ancora, quali percorsi – organizzativi, politici, culturali – portarono all’istituzione dell’ateneo barese? A queste e ad altre domande risponde la “Storia dell’università di Bari” di …
C’è stato un maggio barese, assai prima del maggio francese: se non di portata epocale come quest’ultimo, nemmeno evento indegno di memoria.
Era il 1944, gli studenti universitari e medi insorsero contro un provvedimento del ministro Omodeo. Azioni di lotta coerenti e tenaci, unite all’appoggio dell’opinione pubblica, permisero loro di vincere la battaglia.
Ricostruisce i fatti il documentatissimo “L’università di Bari” di Pasquale Calvario e Vito Antonio Leuzzi, che reca il sottotitolo di “Nuove facoltà, lotte studentesche e politiche dell’istruzione. 1943-1945.” L’opera – frutto di una ricerca congiunta dell’Irrsae Puglia e dell’Istituto …
E’ domenica, è notte fonda, anzi ormai è lunedì. Con la mia auto sono giunto a casa. Chiamo l’ascensore, quando arriva ed apro la porta mi si presenta il cadavere di una giovane donna, bella, bionda e seminuda e qui vado in confusione quasi totale, anche se in TV ho visto tanti films polizieschi. Utilizzo dei fazzolettini di carta per toccare il cadavere, lo estraggo dall’ascensore ed incurante di tutto, pigio il pulsante del mio piano per andarmene a dormire; domani, anzi oggi, avrò una settimana di lavoro impegnativa, tutta …
PREFAZIONE
Avete mai sentito parlare di amicizia non corrisposta?
Forse di amore non corrisposto sì! E’ molto comune.
Una delle due persone in gioco si strugge, soffre, sospira, anela, brama. E l’altra?
Non si scompone. Se lo sa di essere l’oggetto di cotanta dedizione, si sente lusingata, apprezza lo struggimento, però a patto che l’altro non diventi troppo ossessivo.
Se non lo sa conduce la sua vita e non si accorge di nulla.
Ma nell’amicizia non corrisposta la sofferenza è più sottile. Una delle due persone in gioco è piena di buoni sentimenti, rende partecipe l’altro …
Era un gran frastuono di getti d’acqua e schiuma, pompe idrauliche e motori roboanti.
- Stacca l’acqua. – urlò quello alto con l’ascia dal manico rosso in mano, mentre gesticolava con il braccio libero la stessa identica cosa. Un movimento dall’alto verso il basso e poi una rotazione di dita e polso ad un rubinetto inesistente.
L’altro, un po’ più basso e largo, non sentì l’urlo nel modo più assoluto ma comprese perfettamente l’insieme di gesti.
Le bande rifrangenti della sua tuta rosso-amaranto da vigile del fuoco riflettevano, per istanti, i raggi inclinati …
Eccomi, sono riuscito a scappare, ora entro nel nido che mamma mi preparerà. Mamma ancora non sa che presto la potrò conoscere, anche se il mio papà non se n’accorto, io ora nuoto nel suo grembo, proprio come un bellissimo cigno. Il cuore già mi batte, ma la voglia di vivere, i sentimenti, la mia anima sono nati prima che il cuore si formasse. Ora sono grande come un granello di sabbia, fra qualche giorno crescerò maggiormente, però devo ancora attendere perché mamma sappia che esisto anch’io.
Ho rubato le ali ad una rondine,
il coraggio all’illusione,
il volo all’aquilone.
Ho strappato la fierezza
all’ e brezza,
dal mio scudo l’amarezza,
dai tuoi occhi il colore,
ho strappato un bacio all’amore.
Ho rubato lo scrigno di versi sigillati,
rubato il sogno
degli innamorati,
rubato ho,
anche alla morte il canto,
che lei mi ha strappato…
da dentro,
in un solo momento.